Si o no

Prendere delle decisioni è sempre difficile. Dire di no o sí a noi stessi significa combattere contro le proprie arroganze e stabilire quale parte di noi deve prevalere. I confitti interiori spesso ci portano a vivere delle crisi, come in fondo Paolo viveva dichiarando: “Infatti il bene che voglio, non lo faccio; ma il male che non voglio, quello faccio … chi mi trarrà fuori da questo corpo di morte.”
Non si riferiva solo alla corruzione del corpo e cioè riconoscere di vivere in un corpo mortale (debole) ma ammettere anche di un corpo che trascina alla morte cioè e non si riesce ad opporsi, trascinati inevitabilmente nelle sue voglie mortali.
Quando sottoponiamo alla scelta a noi stessi, le nostre scelte, chi rischia di soffrire è il nostro io ed il nostro orgoglio, ma se questo deve contribuire al nostro bene dobbiamo necessariamente schierarci.
Se poi questa decisione significa coinvolgere anche altri allora la cosa si amplifica ancora di più e la scelta è ancora più difficile. Che cosa diranno gli altri e che penseranno se solo io dico di no o sí? Saranno d’accordo, comprenderanno? E se questo me li dovessi fare nemici allora sarei solo? Quasi, quasi, la voglia è: rinunciare, infondo è meglio fare quello che tutti si aspettano e non decidere mai tu.
Non preoccuparti di quello che pensano gli altri o della figura che farai, fai la cosa giusta e pronunciati senza paura a ciò che Dio ha dichiaratamente definito pericoloso per te.
Se alcuni nella storia non avessero avuto questo coraggio e si fossero preoccupati di riscuotere solo il consenso della massa oggi la nostra vita sarebbe diversa.
I nostri genitori hanno saputo dire tante volte no prima di dire sí e fare la scelta giusta. I nostri insegnanti hanno saputo dire di no al tempo perso invano per dire sí ad un tempo di preparazione e poi fare quello che avevano sognato per la loro vita. Altri dicono di no alla pigrizia e con solerzia sono puntuali, si sono lì ogni giorno presenti, nel compiere il loro dovere. Gli atleti dicono no a tante cose per accettare di continuare con solerzia alla loro preparazione ed essere pronti per la competizione che li attende. E che dire nel campo spirituale se la Chiesa non dicesse no al pensiero mondano e non dicesse sí alla volontà di Dio, il Regno di Dio non potrebbe avanzare. E ancora più di ogni altro, se Cristo Gesù non avesse detto no al peccato e sí al sacrificio e a quell’amaro calice Egli non avrebbe potuto essere l’Agnello purissimo che toglie il peccato dal mondo.
Qualcuno ha avuto il coraggio, anche tu potresti dire i tuo no o si e questo può cambiare tutto.

Paolo

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