SIATE DUNQUE PAZIENTI

Giacomo 5:7-12

Giacomo conscio delle ingiustizie e delle violenze alle quali sono esposti i giusti, li esorta con voce dolce e sommessa ad essere pazienti fino alla venuta del Signore, cioè essere longanimi rispetto alle persone, alle loro: ingiustizie, maltrattamenti, provocazioni mancanza di riguardo, nonché alle avversità della vita senza lasciarsi abbattere, e quindi tale resistenza cristiana produce costanza e perseveranza nell’aspettare la venuta del nostro Grande Salvatore, il quale verrà come Re e Giudice per liberare e premiare i Suoi fedeli oppressi (Ebrei 6.13), e per punire i suoi nemici impenitenti (Romani 12.19). Gli eletti del Signore devono pazientare rattenendo l’ira, la vendetta, le violenze cui potrebbero essere tentarti. Infatti il verso “7” porta dei bellissimi esempi delle leggi della natura secondo le quali il frutto prima di arrivare a maturità richiedono tempo e condizioni favorevoli, così allo svolgimento del regno di Dio, presiedono leggi secondo le quali la virtù risanatrice del vangelo per mezzo della potenza dello Spirito Santo penetra lentamente nell’umanità come fa il lievito nella pasta. L’agricoltore aspetta con pazienza la preziosa messe, i frutti di estate e di autunno, quando sui campi siano cadute le piogge autunnali e primaverili. Così devono pazientare gli eletti del Signore fino alla venuta del grande Sposo Gesù il quale ci sta preparando le stanze nel regno eterno di pace. Giacomo continua nei versi “8-12”:
1. Siate anche voi pazienti (come l’agricoltore) rinfrancate i vostri cuori, perché per aspettare con pazienza ci vuole coraggio e forza, e questa vien da Dio (1Pietro 5.10), ma viene quando il cristiano si abbandona all’azione dello Spirito Santo bramoso di essere reso saldo alla venuta del Signore che è pure vicina, vegliando ed orando, di tenersi pronto a questo glorioso incontro la quale non si sa né il giorno né l’ora (Marco 13.32-37)
2. Non mormorate gli contro gli altri. Giacomo esorta il fedeli oltre ad essere pazienti di fronte alle ingiustizie dei nemici della croce, anche ad essere pazienti verso i compagni di fede e di prova al fine di non essere giudicati, perché molte volte si sopportano più la tribolazione eterna che quella interna ed a questa Giacomo consigli I fedeli di non sospirare l’uno contro l’altro, affinché non siate giudicati, (1Corinzi 13), in quanto il giudice Gesù è alla porta , cioè vicino ad entrare; il quale renderà a ciascuno la giusta retribuzione .
3. Prendete ad esempio la sofferenza e la pazienza dei Profetiche hanno parlato nel nome del Signore, benché chiamati a parlare nel nome del Signore con l’autorità, subirono da parte dei nemici beffe , opposizioni, prigioni , morte come mostrano alcuni esempi di Giobbe, Mosè, Elia , Elia, Eliseo, Geremia e di altri fino a Giovanni Battista che ebbe la testa troncata per la difesa della verità, per cui non devono i discepoli del Crocifisso trovare strano di soffrire anch’essi come hanno sofferto i profeti, ed i fedeli devono imitarli, perché poi il Signore Gesù non mancherà alla grande ricompensa (Matteo 5.10-12).
4. Non giurate né per il cielo, né per la terra, sia il vostro parlare si si il no no, Giacomo desiderava che i fedeli prendessero a cuore questa sua esortazione invitando gli stessi a bandire ogni sorta di giuramento uso presso i giudei (Matteo23.16- 22), in quanto la verità va detta semplicemente e francamente. Bandire dalle conversazioni usuale tutte quelle formule che hanno l’abitudine di aggiungere alla semplice affermazione e negazione qualcosa che serve e rafforzarle. Senza parlare delle bestemmie, c’è l’uso frequente della parola “giuro” ci sono le imprecazioni contro se stessi le quali assumono talvolta le forme più macabre , che tolgono peso e valore alla semplice affermazione o negazione la quale, invece deve essere sempre ritenuta come espressione sacra della verità, ma sia il vostro si si e il vostro no no, perché il di più viene dal maligno, con questo l’Apostolo non intendeva condannare il giuramento solenne, cioè nel prendere Dio come testimone delle verità di ciò che si afferma (Deuteronomio 6.13 10.20’ Numeri 5.19-21 Salmo 63.11 Isaia 65.16 Matteo 26.63-64 2Corinzi 1.23 Romani 1,9 Apocalisse 10.5-7 Ebrei 6.13-18). Questa breve meditazione possa essere di incoraggiamento agli eletti del Signore aspettando con pazienza il grande e glorioso ritorno del nostro Sposo Gesù al quale tutti rendiamo lode ed onore e ringraziamento.

Francesco Vitulli
20 Novembre 1980

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