Sarebbe opportuno sapere che il nostro corpo “ha un linguaggio”, esso parla a noi stessi e agli altri. Parla a noi perché arrivati ad una certa età iniziamo a fare, dire, pensare, indossare, modificare come noi vogliamo il nostro corpo anzi anche il nostro essere. Vedendoci allo specchio se non ci piace qualcosa esso ci parla e lo modifichiamo a nostro piacimento… Vero? O a piacimento degli altri? Vogliamo piacere a noi stessi o a agli altri? Quali sono secondo voi i primi segnali del voler intervenire sul proprio corpo? Come iniziamo a “prenderci cura di esso”? E se parlassimo di incisioni nella carne quali tatuaggi e pearcing? (LEVITICO 19:28) Cosa vogliamo essere o forse dimostrare o ancora esprimere? Probabilmente sono domande che nel momento in cui decidiamo per un operazione di modifica sul nostro corpo, in maniera incisiva, non ci facciamo. Il nostro primo motivo è sicuramente quello di migliorarci esteriormente e piacere o addirittura essere simili agli altri per appartenere ad una moda, ad un gruppo di amicizie e perchè no: lo abbiamo visto in TV/COMPUTER e lo vogliamo anche noi. La riflessione più importante a cui mi vorrei portarvi è questa: essere appagati anche solo per giorni/ore/minuti è quello che l’uomo cerca in continuazione, nessuno escluso, ma solo quando si conosce l’amore di Dio per noi e l’amore che noi possiamo dare agli altri, solo allora comprendiamo che tutte quelle domande e dubbi sulle cose giuste da fare hanno già una risposta.

Riflessione FINALE: Se potessimo capire fino in fondo che la nostra vita è un dono prezioso e che custodirla giorno dopo giorno è importante per noi stessi, saremmo già a metà dell’opera ! L’opera a cui Dio vuole portarci è quella della “redenzione”, il nostro corpo è il tempio di Dio. Se la nostra casa non fosse in ordine ci permetteremmo di invitare a qualcuno a pranzo? Dio deve essere l’ospite gradito nella nostra casa, pulita, in ordine, piena di ricchezze spirituali!

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